Presidente 2016-2017 Elisa Tobia

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Foto della Settimana

CIRCA LA FESTA DELLA PORCHETTA

 

Festa della Porchetta

Bologna 24 agosto (San Bartolomeo) 1249 – 1796

 

Il 24 Agosto Bologna festeggia San Bartolomeo con la distribuzione gratuita di pane, vino e porchetta per tutti. Questo gesto, in apparenza così semplice, in realtà rievoca una tradizione bolognese molto antica, la Festa della Porchetta, che si è celebrata in città, proprio il 24 agosto, per più di 5 secoli, dal 1254 al 1796. Ogni anno in piazza Maggiore, nel cuore vivo della città, una grossa porchetta arrostita veniva gettata al popolo lì riunito, insieme a volatili, selvaggina, pani, salami, dolci, formaggi e monete d'oro e d'argento. Tutto questo era incorniciato da rappresentazioni teatrali, corse di cavalli, giostre giochi circensi e i fuochi d’artificio concludevano i festeggiamenti a tarda notte.

Secondo alcuni, quest’usanza nacque in memoria dell’entrata a Bologna di re Enzo, catturato dai bolognesi a Fossalta il 26 maggio del 1249. Recenti studi hanno però messo in discussione questa supposta origine, individuando strette analogie tra l’antica tradizione bolognese e alcuni rituali arcaici che sancivano la fine dell’estate annunciando l’arrivo delle piogge. Nel 2002, dopo secoli di oblio, l’antica usanza è stata riportata in vita dalla Parrocchia dei S.S. Bartolomeo e Gaetano di Bologna e da allora si ripete ogni anno con maggior successo.

 

Il volume è il risultato di sette anni di ricerca appassionata intorno ad una festa popolare che, per più di cinque secoli (dal 1254 fino al 1796) si celebrò ogni anno a Bologna il giorno 24 agosto e che da sempre desta la curiosità di studiosi e cultori di antiche costumanze bolognesi: la festa della Porchetta.
La Festa di San Bartolomeo riuniva in Piazza Maggiore tutta la città, dai senatori e magistrati che la organizzavano alla nobiltà, al popolo che ne era spettatore e interprete. La piazza bolognese si trasformava in un grandioso teatro allestito con apparati di grande impatto scenografico ideati dai più importanti artisti locali dell’epoca. Il nome della festa deriva dal fatto che, al termine delle varie fasi di cui si componeva (danze, concerti, tornei), dal Palazzo Comunale veniva lanciata tra la folla un’intera porchetta insieme a cacciagione di ogni tipo.

Dalla metà del '700 ad oggi, questa festa è stata interpretata come semplice commemorazione di un avvenimento storico: l'entrata a Bologna di re Enzo di Hohenstaufen – figlio dell’imperatore Federico II arrivato a Bologna per combattere le città guelfe – catturato dai bolognesi nel 1249 alla Fossalta, vicino Modena, e tenuto prigioniero nel Palazzo del Comune per 23 anni. Questa ipotetica genesi, ampiamente discussa nel libro di Lorena Bianconi, ha, con la sua presunta certezza, messo in ombra una notevole quantità di elementi culturali, filosofici e religiosi che vi si trovavano, invece, sintetizzati e inglobati. La lettura antropologico-simbolica delle azioni tradizionali della festa ha permesso di evidenziarne una stratificata densità di significati. Alla luce di queste nuove acquisizioni, si può affermare che la festa bolognese della Porchetta abbia probabilmente le sue radici in una ritualità arcaica; radici che, confluite in modo sincretistico nella festa di San Bartolomeo Apostolo, sono state mantenute in vita nell'arco dei secoli, più o meno consapevolmente, quasi fino ad oggi.

Bologna, Piazza Galvani 1, Palazzo dell’Archiginnasio, Sa

Il gesto, in apparenza semplice, in realtà rievocherebbe la Festa della Porchetta, tenuta nella città bolognese per più di 5 secoli fino al 1796, nata secondo alcuni per ricordare l'entrata in Bologna di re Enzo, un figlio di Federico II, fatto prigioniero dalle truppe del libero comune. Il nemico, che dopo anni di prigionia in città sarebbe divenuto amico, venne catturato nel 1249, e l'episodio sarebbe stato celebrato istituendo la corsa di un Palio e gettando al popolo una grossa porchetta arrostita insieme a volatili, selvaggina, pani, salami, dolci, formaggi, monete d'oro e d'argento.

Quest’ipotetica genesi, ampiamente discussa nel libro della Bianconi, con la sua presunta certezza ha nel tempo messo in ombra una notevole quantità di elementi culturali, filosofici e religiosi che si trovavano invece sintetizzati e inglobati nella festa.

Perciò, alla luce delle nuove acquisizioni presentate nel libro, è possibile che la festa bolognese affondi le sue radici addirittura nelle ritualità arcaiche di fine dell'estate.

Il 24 agosto ha rappresentato a Bologna, per più di cinque secoli, il culmine dei 10 giorni di festa che si iniziavano la vigilia di ferragosto.

Il nome «Festa della Porchetta» è dovuto al fatto che la giornata veniva conclusa con il lancio dal balcone del palazzo comunale (ora del Podestà) di una «porcellina arrostita», come scrive nel 1594 Giulio Cesare Croce, «la quale è poi quella che si tira giù dalla ringhiera del Palazzo» doveva essere «di honesta grandezza».

La giornata di San Bartolomeo rappresentava la conclusione di 10 giorni di fiera, in piazza Maggiore si elevavano teatri e macchine sceniche grandiose, si effettuavano palii di cavalli, gare di bighe, spettacoli teatrali, di funambuli e di giocolieri. La giornata veniva conclusa con il lancio dal Palazzo di volatili, cibi, monete e, in conclusione, della maialina arrosto offerta dal Legato. I Bolognesi si avventavano su tutto quello che veniva lanciato per cercare di portare a casa qualcosa, cibo o monete e, come prosegue il Croce,

 

«quella sera ogn'uno ha del porco, ogn'uno s'unge il muso, ogn'uno sguazza».

 

L'origine di questa festa è dai più datata 24 agosto 1249, giorno dell'entrata in Bologna di Re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II, fatto prigioniero nella battaglia di Fossalta in cui l'esercito bolognese sconfisse quello imperiale. Altra versione ne attribuisce l'origine alla presa della rocca di Faenza nel 1281 caduta a seguito del tradimento di Tibaldello de Zambrasi, derubato di una giovane porcella.

Qualunque sia stata l'origine la festa si ripeté per più di cinque secoli, fino al 1796 quando si celebrò l'ultima edizione prima dell'arrivo dell'esercito francese che ne decretò la fine.

 

#STAISOBRIO

 

Il giorno 9 maggio, con la consegna degli elaborati allla Direzione dell'Ufficio Scolastico Regionale, si è concluso ufficialmente il concorso #STAISOBRIO indetto in collaborazione con Automobile Club Bologna e finalizzato alla lotta all'alcolismo giovanile.

Nella Categoria Under 16 ha vinto una ragazza di nome BARBIERI MARTINA, Classe 1° D Liceo Copernico, Bologna che ha prodotto un disegno con uno spot. Nella classe over 16 ha vinto un ragazzo FONTANESI ALESSANDRO, Classe iV M, IIS Zanelli, Reggio Emilia.

I due vincitori, come da regolamento, potranno usufruire di un soggiorno completo di 15 giorni, con annesso corso di inglese presso la International Bel School rispettivamente a BLOXAM (Oxford) e CAMBRIDGE.

Inoltre, 4 ragazzi dell'Istituto Crescenzi - Pacinotti di Bologna (SASSI FEDERICA, MORUZZI ERIKA, ARELLANO AARON,NESTI CAMILLA) riceveranno in premio dallo sponsor del progetto, CAMPA, Mutua Sanitaria Integrativa, 1 anno di assistenza ambulatoriale gratis.

Le premiazioni il g. 18 p.v. presso il Residence "La Diamantina" a Vigarano Mainarda (FE) nel corso della festa di chiusura dell'anno Lionistico Distrettuale.

 

Conferenza Stampa Primo Tricolore

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